
Si tratterebbe, infatti, di una crisi da debito sovrano che, come si intuisce dal nome, è causata dall’incredibile indebitamento raggiunto dagli Stati nazionali.
Si tratterebbe, infatti, di una crisi da debito sovrano che, come si intuisce dal nome, è causata dall’incredibile indebitamento raggiunto dagli Stati nazionali.
Non molti pensano che la crisi possa causare qualcosa in più del default di Stati, banche, industrie, attività commerciali.
Ma che cos’è, in fondo, questa benedetta imposta patrimoniale di cui tutti parlano?
RISCHIO BANCAROTTA PER GLI USA
Il 2 agosto, infatti, secondo molti analisti, il debito statunitense supererà la soglia massima dell’indebitamento che, per legge, è stata fissata a quota 14.924 miliardi di dollari causando il default e la bancarotta di una delle maggiori economie mondiali.
Negli ultimi 3 anni, infatti, nonostante le promesse di Barack Obama di impegnarsi per la riduzione del debito, esso è riuscito a crescere al ritmo record di 1.000 miliardi di dollari ogni 7 mesi.
Gli elenchi black list sono dunque all’ultimo controllo prima dell’invio, inoltre entro oggi bisogna inviare anche gli elenchi irregolari, infatti la definizione gratuita non copre le omissioni.
Le norme che regolamentano questo tema prevedono che l’obbligo di compilazione degli elenchi black list sia subordinato alla verifica della condizione soggettiva dell’operatore economico.
La motivazione è che la negoziazione sul forex porta a creare rapporti finanziari, che fanno dipendere di conseguenza differenziali positivi o negativi da un evento incerto.
Rimangono divisi i 20 paesi, soprattutto sulla tassa sulle banche e sul ritiro degli stimoli all’economia, come ha dichiarato alla stampa il ministro dell’Economia canadese, James Flaherty.